Se abbiamo iniziato a seguire tutte le news su Windows 11 sicuramente saremo incappati in due termini molto difficili da comprendere, in grado di spiazzare anche l'utente del web più navigato: Secure Boot e TPM. Queste sue caratteristiche sono fondamentali per far funzionare Windows 11, ma prima di capire come si attivano, conviene scoprire cosa significano e quali funzioni introducono nel nuovo sistema operativo targato Microsoft.
Nei seguenti capitoli vedremo insieme cosa significano Secure Boot e TPM e come si attivano, così da poter passare a Windows 11 senza schermate d'errore e senza dover utilizzare dei trucchi per bypassare questi sistemi di sicurezza.
LEGGI ANCHE -> Controlla se il PC è pronto per Windows 11 e requisiti minimi
Cosa è Secure Boot e TPM
Secure Boot o Avvio protetto è la tecnologia UEFI che consente di elementi software (kernel e driver) non certificati con una chiave crittografica autorizzata, contenuta in un archivio del firmware. Microsoft è grande sostenitore di Secure Boot fin da Windows 8.1, dove ha fatto la sua comparsa sui nuovi sistemi: con esso attivo possiamo impedire che malware o altre minacce (ad esempio modifiche ai certificati non validate) possano essere avviati all'accensione/riavvio della macchina. Secure Boot è parte integrate di UEFI, quindi per poterlo eseguire è necessario che il computer in uso supporti UEFI come nuovo BIOS di sistema.
TPM (Trusted Platform Module) identifica un modulo presente sulla scheda madre pensato per aumentare sensibilmente la sicurezza informatica. Questo chip è dotato di una coppia di chiavi crittografiche uniche che rendono univocamente identificabile la scheda madre in uso (e di riflesso il PC), oltre a dotare tutti i sistemi di un motore per la crittografia asimmetrica per la criptazione dei dati. Con TPM viene rinforzata la sicurezza del Secure Boot ed è possibile salvare in maniera sicura anche dati personali sensibili come impronte digitali, modello di riconoscimento del viso e password d'accesso. Nel corso degli anni sono sono state rese disponibili due versioni di TPM: TPM 1.2 e TPM 2.0, ma solo quest'ultima è valida per il corretto avvio e funzionamento di Windows 11.
LEGGI ANCHE: Si può installare Windows 11 come macchina virtuale in Hyper-V senza TPM
Come verificare la presenza di Secure Boot e TPM
Come accennato nell'introduzione Secure Boot e TPM sono fondamentali per poter avviare correttamente Windows 11; se non abbiamo intenzione di acquistare un nuovo portatile pronto per Windows 11, conviene controllare subito se il PC fisso o il notebook in uso supportano Secure Boot e TPM, oltre a verificare la loro attivazione. Per eseguire il controllo possiamo utilizzare il tool WhyNotWin11, disponibile dal sito ufficiale.
Avviando questo piccolo tool potremo verificare il metodo boot attivo in quel momento (deve essere UEFI), se è attivo Secure Boot e la versione del chip TPM (deve essere TPM 2.0) senza dover aprire mille schermate e senza dover accedere al BIOS UEFI. Per poter installare Windows 11 dobbiamo ottenere semaforo verde in tutte le voci presenti, altrimenti l'installazione potrebbe non andare a buon fine.
Come attivare Secure Boot e TPM su PC
Se dal tool di controllo visto poco fa risulta come metodo di avvio Legacy o non è attivo il Secure Boot, dobbiamo seguire una procedura elaborata per rendere possibile l'avvio del Secure Boot. Vi ricordiamo che non tutte le schede madri supportano UEFI: conviene quindi controllare prima il modello di scheda madre e scoprire se è presente UEFI.
- Eseguiamo un'installazione pulita di Windows 10, premendo SHIFT+F10 per aprire il prompt dei comandi prima di avviare l'installazione vera e propria.
- Nella finestra del prompt digitiamo il comando diskpart.
- Digitiamo ora il comando list disk.
- Individuiamo il disco in cui vogliamo installare Windows (di solito il Disco 0). Il comando da usare per la selezione è sel disk 0.
- Lanciamo infine il comando convert gpt
Così facendo abbiamo modificato il partizionamento del disco, convertendolo da MBR a GPT. Ora possiamo attivare Secure Boot entrando nel BIOS UEFI e attivando la voce Secure Boot nel menu Security o simili. Di solito la voce Secure Boot è impostata su Disabled o su Legacy; accertiamoci che sia impostata su Enabled.
Se il PC ha il partizionamento GPT e Secure Boot è attivato a livello UEFI ma Windows 10 o Windows 11 non rilevano la modifica, possiamo intervenire portandoci nel percorso Start > Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Ripristino > Avvio avanzato, premendo su Riavvia ora e, una volta giunti nella schermata di ripristino, portarci nel menu Risoluzione dei problemi > Opzioni avanzate > Impostazioni firmware UEFI per disabilitare CSM e abilitare Secure Boot.
Per viene rivelato che TPM 2.0 non è attivo sul nostro computer possiamo provare ad avviarlo portandoci nuovamente nel menu Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Ripristino > Avvio avanzato, premendo su Riavvia ora e portandoci in Risoluzione dei problemi > Opzioni avanzate > Impostazioni firmware UEFI, da dove è possibile attivare l'opzione per TPM.
Conclusioni
Ora sappiamo a cosa serve Secure Boot e TPM e perché sono così importanti per avviare Windows 11 su tutti i computer compatibili. Se non abbiamo ancora attivato Secure Boot applichiamo la procedura vista in alto, così da poter attivare tutte le modifiche necessarie e rendere la nuova installazione di Windows compatibile con tutte le novità in termini di sicurezza. TPM dovrebbe essere automaticamente attivo a livello UEFI, ma anche in questo caso possiamo sempre accedere all'UEFI o alle impostazioni avanzate di Windows per attivarlo prima di passare a Windows 11.
In caso di problemi con UEFI o con l'avvio protetto vi consigliamo di leggere anche le nostre guide Come aggiornare il BIOS / UEFI del PC e Come fare il reset del BIOS.